Export di vino da record

Export di vino da record: verso gli 8 mld € nel 2022 (+12%).  Cresce anche il consumo fuori casa di vini e spiriti. Più in generale, si attende che l’export agroalimentare italiano oltrepassi i 59 miliardi di euro a fine anno
Redazione 

Nell’attesa dei possibili rallentamenti preventivati per il 2023, il vino italiano si gode un 2022 da record in termini di esportazioni. Secondo i dati dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab, l’export di vino italiano è infatti previsto in crescita del 12% a quota 8 miliardi di euro nell’anno.

I fattori di successo sono molteplici: si parte dal cambio euro-dollaro che “ha permesso di compensare gli aumenti dei costi di produzione e recuperare competitività sui mercati legati al dollaro come Usa e Canada”, spiega Federvini; la ripresa del turismo che ha dato impulso ai consumi nel canale Horeca; la diversificazione dei mercati, con un’attenzione speciale ai mercati emergenti come Tailandia e Vietnam, dove nei primi otto mesi del 2022 il valore dell’export è cresciuto rispettivamente del 158% e dell’82 per cento.

Elementi, questi appena citati, che hanno contribuito anche alla crescita record degli spirits che raggiungeranno quota 1,7 miliardi di euro grazie, in primis, agli Usa dove si registra un aumento a valore del +23 per cento. Considerando la dipendenza dai primi cinque mercati, questa è diminuita nel corso del tempo passando dal 65,8% del 2011 al 53,7% nel 2022, frutto della volontà di diversificazione.

Più in generale, si attende che l’export agroalimentare italiano oltrepassi i 59 miliardi di euro a fine anno (+16 per cento).

“I dati sulle performance del nostro export evidenziano l’importanza della diversificazione dei mercati”, ha commentato Micaela Pallini, presidente di Federvini. “Tale strategia può essere coadiuvata da un lato dalla leva promozionale e dall’altro da una maggiore proattività dell’Unione Europea nel concludere ulteriori accordi di libero scambio con i paesi extra-Ue. È evidente che ci muoviamo in uno scenario complicato e in continua evoluzione, non si escludono rallentamenti economici nel 2023 che dovrebbero interessare alcuni mercati europei come l’Italia e la Germania”.

Cresce anche il consumo fuori casa di vini e spiriti con un +38% a 1,1 miliardi di consumazioni, valore che punta a 1,5 miliardi per la fine dell’anno. Le performance migliori appartengono ai canali di consumo serali, con un boom di spiriti lisci (+152%) e di cocktail alcolici (+40 per cento). “Altrettanto positivi ma leggermente inferiori – puntualizza la nota – sono invece le categorie che trovano il loro sbocco principale nella ristorazione”, con il +34% per gli amari e dopo pasto, il +30% per il vino e +31% per le bollicine.

Di contro, la grande distribuzione sembra risentire maggiori difficoltà. Nei primi 9 mesi, le vendite in Gdo hanno registrato una flessione pari al -3,5% per il vino e dell’1,8% per gli spirits.  (  https://wine.pambianconews.com  )

 

    Redazione
  (12/12/2022x)

 

 

 

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